Verso il congresso: Frigè Claudio per Orlando

Orlando2Cari compagni,

non vi nascondo che se non si fosse fatto il congresso prima delle elezioni e che se non ci fosse stata una personalità seria e credibile a competere per la segreteria mi sarei “dimesso “ dalla politica attiva.

Continuare fuori dal PD non ha senso.

La candidatura di Orlando può rimettere in carreggiata il PD.

Gli iscritti chiedono di contare di più e di essere ascoltati ,un partito ha senso quando apre alla partecipazione.

Gli elettori chiedono certezza sulla nostra posizione politica,  il PD ha senso se è sul campo a difendere il Lavoro, i Diritti Civili collettivi e a promuovere le opportunità.

La candidatura di Orlando ha già chiuso ad alleanze con la destra.

Lo stile di Orlando  è di ascolto e inclusivo.

Questi in breve le mie motivazione a sostegno della candidatura di Orlando.

Frigè Claudio

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Orlando

Il Partito Democratico, il partito che molti di noi hanno contribuito a fondare e a far crescere in questi ultimi dieci anni, si trova oggi ad un bivio storico di cruciale importanza.

La bruciante sconfitta del referendum del 4 dicembre scorso ed il recente sofferto addio di molti compagni di viaggio con cui abbiamo condiviso tante battaglie, sono solo le conseguenze più evidenti di una linea politica e di uno stile di guida del Partito che negli ultimi 3 anni hanno progressivamente isolato il PD.

Sebbene le recenti esperienze di governo hanno consentito di raggiungere alcuni risultati, specie nel campo dei diritti civili, non si può negare che una lettura della realtà accomodante ha fatto perdere di vista le esigenze e le priorità del Paese, e che molte aspettative sono state deluse.

Si è poi persa per strada la condivisione e la collegialità delle decisioni, rifugiandoci nel leaderismo esasperato e nell’esercizio puramente matematico del predominio della maggioranza. Peggio ancora, abbiamo perso per strada moltissimi militanti ed elettori di centrosinistra, modificando sostanzialmente il nostro bacino elettorale da un lato e l’orizzonte delle alleanze politiche dall’altro.

E’ comune a molti iscritti e simpatizzanti un sentimento di smarrimento e rabbia, ma questo congresso è/deve essere l’occasione per intervenire e correggere la rotta, offrendo al nostro Partito e al Paese intero una nuova proposta politica che sia inclusiva ed in grado di unire la sinistra e le forze di centrosinistra contro i populismi e le destre. La destra vince perché divide il popolo, contrappone gli inclusi agli esclusi, gli italiani agli stranieri, una nazione all’altra. Noi vogliamo unire, e così vincere.

Per fare questo serve una svolta decisa in discontinuità con la precedente segreteria a partire dalla cancellazione del binomio segretario/premier. Il nuovo segretario dovrà occuparsi solo della guida del partito, perché siamo ancora convinti del ruolo fondamentale giocato dai partiti, quale cerniera tra cittadini ed istituzioni.

Ma soprattutto serve una svolta sui contenuti, ripensare alla globalizzazione e ridurre le disuguaglianze devono essere al centro dell’agire politico del Partito Democratico.

Questo cambio di prospettiva è per noi rappresentato dalla candidatura diAndrea Orlando, un autentico democratico con cultura di Partito e di governo. Un uomo non divisivo, l’uomo giusto per unire e riparare quello che è stato rotto e che deve essere ricomposto per vincere.

Non vogliamo ripetere e sintetizzare la sua mozione che invitiamo a leggere (http://www.unita.tv/wp-content/uploads/2017/03/Mozione-congressuale-Andra-Orlando-7-marzo-2017.pdf). Tuttavia ci piace concludere pensando che questo nostro appello, non verticistico e frutto delle libere riflessioni di un gruppo di militanti ed amministratori iscritti al PD della provincia di Varese, che in questo momento hanno a cuore solo il destino del PD e non altre partite politiche, abbia ben interpretato le parole di Andrea Orlando che vede in questo congresso “l’occasione per far crescere dal basso un progetto unificante”.

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