Taglio al servizio del trasporto alunni a Gornate: chi deve pagare?

PiccoloStelviodi Giorgio Amolari

Leggo di questa novità al rientro dalle ferie (guarda caso, vengo proprio da un Paese dove i servizi a famiglie ed infanzia sono sacri), e rimango senza parole.

Primo, per la tempestività della decisione: sono quattro anni che hanno in mano i conti del comune e si accorgono che mancano i soldi per il servizio solo ora, nel bel mezzo dell’estate, quando le iscrizioni alle scuole sono già avvenute, e lo fanno appena due mesi dopo le elezioni (e pensare che sul programma avevano scritto che avrebbero consentito di pagare lo scuolabus online, altro che abolirlo).

Secondo, ancora di più mi ammutolisce la selettività della decisione: hanno individuato una minoranza ben precisa di persone, ed hanno detto: “a questi, i diritti li togliamo, perché sono diritti che ci costano troppo.

Prima, banale, osservazione: mi sfugge completamente la logica che ha guidato gli amministratori nell’individuare la minoranza da colpire. Hanno scelto le famiglie con figli in età scolare, abitanti a Gornate Superiore, e mi piacerebbe sapere quali colpe particolari da punire ci siano nell’abitare in quella frazione, o nell’aver scelto di crescere dei figli lì. Seconda osservazione: forse ce ne siamo dimenticati, ma le istituzioni nascono anche per ripartire fra l’intera collettività gli oneri che il singolo cittadino, lasciato da solo, non potrebbe mai arrivare a sostenere … tutti quanti, ad esempio, paghiamo il servizio sanitario nazionale, anche se tutti speriamo di doverne usufruire il meno possibile, ma lo facciamo proprio per non lasciare soli con quest’onere coloro che invece sono obbligati ad usufruirne … se viene meno questo principio, non capisco a cosa serva mantenere in vita l’istituzione. Ultima osservazione: l’idea che si sta cercando di far passare è che alle minoranze i diritti possano anche essere negati, perché tanto si tratta di una negazione che non suscita clamore … è un’idea che mette i brividi, in linea di principio perché i diritti a cui non tutti possono accedere smettono di essere diritti e diventano privilegi, e sul piano pratico perché tutti, prima o poi, potremo trovarci a far parte di qualche minoranza.

Giorgio Amolari

 

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