Primarie del 16 per la scelta del segretario regionale del PD.

imagesdi Dario De Munari

Care compagne, compagni, amici e simpatizzanti, domenica 16 saremo chiamati alle primarie per eleggere il segretario regionale lombardo. Io non farò mancare il mio contributo alla realizzazione delle primarie locali come non mancherà il mio voto per quello che ritengo il candidato migliore e altrettanto chiedo a Voi. Questo mio scritto prendetelo come uno spunto, anche polemico se volete, sulla situazione politica ed economica che stiamo vivendo. Se lo condividete diffondetelo perchè solo dal dibattito, anche se provocatorio, può crescere la spinta dal basso a cambiare le cose.

Questi sono tempi segnati dalla preoccupazione per il futuro dei nostri figli e nipoti, dalla paura quotidiana per un posto di lavoro sempre più a rischio e per molti sempre più irraggiungibile; dal timore per una pensione di volta in volta più distante, dalla rassegnata convinzione che nulla possa cambiare e purtroppo anche da un sempre più diffuso qualunquismo e disinteresse per la collettività. La politica, soprattutto una certa parte politica,  in questo ha gravi responsabilità; per non aver saputo valutare ed intervenire con il buonsenso di un padre di famiglia nell’affrontare per tempo i problemi che si addensavano all’orizzonte, per non aver dato risposte e non aver operato proiettata verso il futuro di un Paese che da vent’anni soffre di mancato sviluppo economico, per aver sperperato e usato per creare privilegi la ricchezza di questo Paese, per aver legittimato l’evasione fiscale e per averla stimolata con ripetuti condoni tombali. Ha scaricato per anni sulle spalle di lavoratori, pensionati, artigiani e imprese i costi di un governare e legiferare soprattutto a proprio uso e consumo, cancellando di fatto il futuro per le nuove generazioni.

Mentre noi Democratici dicevamo che la crisi era ormai prossima, che iniziava a mordere profondamente le carni dell’economia nazionale e che eravamo prossimi al disastro se non si interveniva radicalmente e tempestivamente sulle storture del  nostro sistema paese, ci sentivamo quotidianamente dileggiare e accusare di disfattismo, di anti italianità, di essere invidiosi dell’altrui ricchezza. Ma la mia non vuole essere una auto-assoluzione.

Di alcune di queste colpe anche il centrosinistra si deve fare carico con la sua incapacità di fare riforme quando poteva farle e di sostenere quelle poche fatte. Abbiamo mancato alla prova di saper governare la modernizzazione di un paese soffocato da tasse esorbitanti, piegato da una burocrazia tanto parassitaria quanto ingestibile, oppresso da privilegi medievali e da un ritorno ad una situazione ottocentesca  del rapporto tra le classi sociali.

Abbiamo avuto soprattutto la colpa di aver sperperato tre occasioni per governarla questa Italia della brava gente onesta eoperosa e nel contempo Paese del malaffare che diventa istituzione. Quindi se siamo a questo punto è anche perchè la nostra classe dirigente ha commesso gravi errori. Ma pare che questo analisi sia derubricata da una certa parte del nostro dibattito politico e che sia ricondotto più banalmente alla polemica sulla rottamazione, sulla opportunità di dialogare anche con il centrodestra, sul dualismo Renzi-Letta.

Andremo a scegliere domenica 16 un nuovo segretario regionale che dovrà essere portatore del cambiamento nella mentalità e nell’azione politica del nostro Partito. Abbiamo due candidati da scegliere: Alfieri e De Marchi. E per me la scelta è una sola. Devo scegliere per il futuro, per il cambiamento, per la speranza di abbandonare il vecchio modo di far politica fatto di opportunismi, cinismo, giravolte politiche a seconda della propria convenienza, di inciuci nella spartizione del potere e delle poltrone.

E’ arrivato il momento che il Partito in Lombardia e in Regione, scelga la linea della coerenza su quella dell’opportunismo, operi perchè l’interesse colletivo non sia mai sminuito dall’interesse particolare. Che si torni pubblicamente in piazza nelle lotte per l’ambiente, per la tutela della cosa pubblica, perchè la sanità ritorni sociale e non privilegi il privato, che si torni a riprendere la bandiera degli ideali contro un diffuso conformismo politico che tutto livella e che porta a dire  “sono tutti uguali”

Sceglierò di sostenere Diana De Marchi per tutto quello scritto sopra e perchè Alessandro Alfieri non rappresenta questa speranza. Riconosco in Alessandro doti di competenza, capacità, determinazione, ma non mi basta più.

In questi anni ha concorso a gestire il PD regionale nella segreteria di Maurizio Martina come gruppo Bersani. E’ stato parte di quella classe dirigente i cui errori di linea e visione politica hanno prodotto il PD di oggi, e non basta oggi essere saliti sul carro renziano per garantire rinnovamento e modalità di gestione differenti dal passato. Non mi stupisce  che non vi sia un terzo candidato dell’area Bersani o Cuperlo a contrastarlo; la vecchia nomenclatura ha già deciso chi dovrà garantire che nulla cambi in Lombardia.

E questo mi delude profondamente.

Se vogliamo veramente che tutto cambi, dobbiamo cambiare tutto. Drasticamente, senza se, ma, e senza nostalgie. E impegnarci affinchè anche gli altri concorrano a realizzare il vero cambiamento.

Fraterni saluti, Dario De Munari.

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