L’Amaca di Michele Serra

da La Repubblica — 27 maggio 2010

“Libero” regala i dvd con i discorsi del Duce, “le parole e gli applausi” come recita una festosa pubblicità radiofonica che la Rai, naturalmente, ha accettato senza battere ciglio (l’ apologia del fascismo sarebbe reato: ma, come direbbe Lui, chi se ne frega). Fino a pochi anni fa,i memorabilia mussoliniani erano relegati nel folklore delle bancarelle, in poche osterie vinose, nelle opere pompose e ridicole di qualche editore nostalgico. Oggi le parole e le opere del dittatore-buffone che ha scaraventato il nostro popolo nella tragedia, nel razzismo e nella distruzione sono un normale gadget del secondo quotidiano della destra italiana, il cui rispettabile direttore è presente in tivù più del segnale orario, nella strana parte dell’ uomo di potere, e di maggioranza, che se la tira da intrepido frondista. Quando ero giovane cose del genere mi suscitavano ira, animosità, adrenalina. Oggi prevale una specie di malinconia impotente, e più dell’ ostilità è la pena a catalizzare i pensieri. È quasi un sentimento di vergogna per conto terzi. Negli anni si impara a desiderare avversari, se non migliori di te (siamo tutti troppo presuntuosi per ammetterlo), almeno di pari dignità, che ti possano insegnare qualcosa. In Italia questa speranza si assottiglia giorno dopo giorno.   MICHELE SERRA

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